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Sturno
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mwiaSturno è un mwiqcomune italiano di mwig2 701 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjwprovincia di Avellino in mwkaCampania.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Cucina
• Economia
• Sport
• Note
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Geografia fisica
Il comune sorge nella mwlavalle dell'Ufita, estendendosi dalle pendici del monte mwlqFrigento fino al fiume mwlgUfita, il paese è classificato come collinare e presenta notevoli variazioni di mwlwaltimetria, che vanno da un minimo di 370 m mwmas.l.m. ai 652mwmq m del centro abitato fino a un massimo di 848 m.cite-ref-4[4]
Fino al 2008, Sturno ha fatto parte della mwnwComunità montana dell'Ufita.
Storia
Quando ancora era un insieme di semplici agglomerati di case che facevano parte della vicina mwogFrigento, Sturno era chiamata "Quasale" (poiché era formato da una serie di mwowcasali appartenenti alle famiglie più abbienti). Successivamente, i piccoli agglomerati si svilupparono in un vero e proprio paese; il commessionato Lucio Pascale, inviato da mwpaGioacchino Murat in quell'epoca cercò di capire gli intenti di questa separazione.cite-ref-5[5] Una volta comprese le motivazioni, comunicò il tutto a Gioacchino Murat che confermò l'mwqqindipendenza di Sturno: il 9 aprile 1809 viene considerata la data della fondazione del paese per le precedenti ragioni: ovviamente i frigentini non furono d'accordo. Passarono ben due anni per delimitare i mwqgconfini tra i due paesi ed il motivo era semplice: a Sturno sarebbero toccati i terreni migliori, quelli mwqwfertili e più in pianura; la prima delibera sturnese venne approvata nel 1810. Il paese però aveva richiesto l'mwraautonomia già dalla fine del Seicento.
Nel 1980, fu colpito dal forte mwrgterremoto dell'Irpinia che provocò non solo molte vittime ma anche una profonda lesione nella società come anche nell'mwrweconomia. Da allora, grazie ai fondi messi a disposizione dallo mwsaStato italiano, si è potuto assistere ad un miglioramento continuo delle strutture sociali come anche delle costruzioni che sono realizzate ora secondo le più moderne mwsqnorme antisismiche.
Terremoto dell'Irpinia
Alle ore 19:34:52 del 23 novembre mwtg1980 una forte scossa di magnitudo 6.9 della mwtwscala Richter colpisce l'Irpinia e le adiacenti province di mwuaSalerno e mwuqPotenza. Sturno pianse cinque concittadini e risultò gravemente danneggiato dal movimento tellurico. Particolarmente doloroso fu il crollo dell'antica Chiesa di San Michele Arcangelo che risaliva al mwug1688, senza però danneggiare la Statua dell'Arcangelo. L'mwuwinverno che seguì al sisma fu freddo e nevoso e caratterizzato da un'intensa attività sismica. Una delle repliche più forti fu avvertita il 14 febbraio mwva1981 che provocò nuovi crolli agli edifici già in condizioni precarie.
Simboli
Lo stemma comunale si può blasonare mwvwd'argento, allo storno al naturale, posato sulla vetta di un monte all'italiana di tre cime di verde, accompagnato in capo da una mwwafiamma di rosso. Il gonfalone è un drappo partito di bianco e d'azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa Madre dei Santi Domenico e Francesco
Fu costruita grazie alle donazioni di Don Domenico Caracciolo, secondogenito del primo principe di mwyaTorella (ovvero Giuseppe Caracciolo), che aveva acquistato Frigento e i suoi casali da Giovan Battista mwygLudovisi per mezzo del mwywMagnifico ed Eccellentissimo Signor Fabrizio Cimadoro della Terra della Torella [...] mwzache ha versato ducati 1700 in contanti per mezzo del Banco del Sacro Monte della Pietà di Napoli liberi, espliciti a conto delli sopraddetti 13 milacite-ref-6[6]cite-ref-7[7]. Egli trasformò il suo magazzino di mwbqgrano in un tempio ed elevato a mwbgparrocchia nel mwbw1714 con un mwcadocumento ufficiale datato 18 marzo mwcq1707 a firma del cardinale mwcgVincenzo Maria Orsini, mwcwarcivescovo beneventano. Subito all'edificio fu affiancata la Congrega dell'Addolorata.
Negli anni Settanta, la piccola e vecchia chiesa fu demolita per essere sostituita da una nuova costruzione voluta dall'arciprete Giuseppe Abbondandolo. Attualmente, la chiesa si presenta divisa in tre mwdqnavate con una mwdgpianta a croce latina immissa con mwdwabside poligonale. Nella parete absidale si trova un mweadipinto raffigurante l'incontro tra mweqSan Francesco e mwegSan Domenico attribuibile alla scuola di mwewLuca Giordano. Le navate laterali sono occupata da numerose statue di santi tra cui l'mwfaAddolorata con mwfqGesù morto, la mwfgMadonna del Carmine e le statua dei due patroni Santi Domenico e Francesco. Inoltre sono conservati due antichi dipinti detti "L'Annuncianzione" e "Sant'Anna".
Abbazia di San Michele Arcangelo
Già dal mwhq1654 si hanno notizie di un edificio consacrato all'Arcangelo e della presenza di un'effigie lignea del santo protettore che anticamente si trovava nella zona di Sant'Angelo a Pesco. Nel mwhg1807 la chiesa fu elevata a chiesa badiale curata e nei primi decenni del Novecento fu costruita l'Arciconfraternita del Rosario, per volere del barone Angelo Marino Grella e la casa canonica per volere della mwhwSanta Sede nel mwia1933. Il 23 novembre 1980 in seguito al disastroso mwiqterremoto dell'Irpinia la chiesa crollò. Fu ricostruita e riaperta al mwigculto il 7 maggio mwiw1994 dopo l'arrivo della statua restaurata dell'Arcangelo.cite-ref-8[8]
Piazza Michele Aufiero e Monumento dei Caduti
La piazza, dedicata al grande benefattore della cittadina, è luogo di ritrovo e di passeggio per gli sturnesi. Contornata da filari di mwkglecci, presenta aiuole e mwkwpanchine. Al centro si erge il Monumento ai Caduti dove campeggia l'Angelo Consolatore che, quale simbolo di mwlapace di mwlqsolidarietà, sorregge il soldato ferito.
Palazzo dei Baroni Grella
Il palazzo baronale Grella è un edificio gentilizio realizzato nel XVII secolo, anche se varie volte ampliato e ristrutturato. L'imponenza dell'edificio e della fronteggiante villa privata fanno chiaramente intendere l'importanza che la famiglia dei baroni Grella ha svolto nella storia di Sturno. La facciata di colore rosa carico e presenta un balcone artistico con balaustra in pietra, che poggia su due colonne tuscaniche. È presente anche una fontana ottocentesca. I vasti ambienti interni, in stile neoclassico, utilizzati dai proprietari come residenza, sono talvolta aperti al pubblico per manifestazioni culturali e per ricevimenti. All'interno è situato il cortile del Pozzo, che ha formato oggetto di restauro ed è sede dei concerti estivi del festival di musica classica.
Villa baronale
La villa Grella, che fronteggia il palazzo baronale, costituisce un esempio di mwnggiardino gentilizio all'inglese e riveste anche una qualche importanza dal punto di vista mwnwbotanico e mwoafaunistico. Infatti, oltre a diverse specie di fiori, alberga palmizi e piante secolari, tra cui un'imponente sequoia nei pressi dell'ingresso, e ospita diversi pennuti quali mwoqstorni, mwogcivette, mwowpicchi, mwpamerli, mwpqgazze, mwpgupupe e mwpwcornacchie.
Fontana " re la chiazza "
La fontana "re la chiazza", o semplicemente "Chiazza", è adiacente al palazzo De Juliis. Nella parte alta della fontana, si nota un'iscrizione che recita:
IL MUNICIPIO DI STURNO
RAPPRESENTATO
DAL SINDACO ANGELO MARINO GRELLA
A BENEFICIO DE' CITTADINI
FECE COSTRUIRE
NELL'ANNO 1870.
In passato, la mwuafontana era molto frequentata dalle donne locali, le quali vi attingevano l'acqua che raccoglievano in conche.
Palazzo De Iulis
Giuseppe de Juliis, segretario comunale della seconda metà dell'800, fece completare i lavori di costruzione di un palazzo gentilizio adiacente a quello baronale, su una vecchia area appartenente ai baroni Grella, nel Casale eponimo, oggi via Trento. Il palazzo, che ha ospitato per un secolo anche un frantoio di proprietà della famiglia, si articola lungo un pendio. Ad esso è addossata la Fontana re la chiazza.
Palazzo Grella-Vicario
Domenico Michele Pasquale Giovanni Mariano Stanislao Grella, secondo sindaco di Sturno dal mwvq1811 al mwvg1812, fece scolpire la frase sulla lapide posta sul balcone aggettante sul monumentale portale del palazzo Grella, oggi Vicario, sito in via San Domenico, antica dimora della famiglia. In essa si evince come nell'anno mwwq1792 don Domenico abbia fatto riparare l'avita casa, rinnovando i locali secondo i nuovi canoni artistici del suo tempo. In un ingresso secondario una chiave di volta reca incisa la data del mwwg1693 e il nome di don Giuseppe Grella, nonno di Domenico e anch'egli notaio. Per la tipologia costruttiva si può affermare che il palazzo ricalca la tipica ambientazione signorile delle dimore settecentesche. Nell'androne è possibile vedere lo stemma gentilizio della famiglia Grella. Annesso al palazzo si estende il giardino pensile all'inglese. Dopo il terremoto del 1980 l’antica dimora è stata ristrutturata conservando l’antica facciata, l’originario portone monumentale con lo scalone in pietra nonché mobili, libri e arredi restaurati da artigiani del posto.
Palazzo Ciampo
Il palazzo prende il nome da una famiglia insediatasi a mwxqFrigento alla fine del XVI secolo, come forse testimonia la data mwxg1582 sullo stemma gentilizio, in seguito alla migrazione del capostipite, medico, del ramo locale. I suoi membri godevano del diritto di patronato in una cappella della Cattedrale. Il cappello vescovile che sovrasta e incornicia l'effigie dello scudo ci indica che qualcuno nella famiglia raggiunse tale grado nella gerarchia ecclesiastica sicuramente non irpina.
Cappella "Madonna della Neve"
La cappella domina il paesaggio e da essa è possibile ammirare tutta la mwyqvalle Ufita, la mwygBaronia e persino il mwywMatese e la cima della mwzaMaiella.cite-ref-9[9] Appartiene alla famiglia Grella e all'interno vi è un dipinto della Vergine delle Nevi. Il quadro più antico, di scuola napoletana, fu rubato nel gennaio del 1974.cite-ref-10[10] Il 5 agosto mw1q2009 dopo la solenne benedizione impartita dal parroco di Sturno è stata collocata nella cappella una nuova tela, raffigurante la Madonna col Bambin Gesù, eseguita da una nota pittrice salernitana. Una lapide sul frontespizio ricorda "mw1gO passeger che passi per la via, non ti scordar di salutar Maria".
Edificio Scolastico "Michele Aufiero"
Palazzo Aufiero è così chiamato in quanto la sua realizzazione si deve all'imprenditore "John" Michele Aufiero, che fece fortuna negli mw3qStati Uniti e che tanto danaro spese a favore del suo paese natio. L'edificio, progettato da uno dei più valenti architetti dell'epoca (ed identico al Municipio di Durazzo), venne inaugurato nel mw3g1937 alla presenza dell'allora prefetto Tombolini, poi divenuto rappresentante diplomatico italiano a mw3wZagabria. Oggi la struttura è sede della locale scuola elementare.
Monumento alla Musica
Costruito nel mw4g2002, è collocato in zona centrale per arredare un angolo della piazza principale. Celebra i fasti della gloriosa tradizione musicale di Sturno, che nel secolo scorso diede vita all'omonima banda musicale, tra le prime in Italia per fama e per qualità degli orchestrali, a cui l'opera è dedicata.
Società
Evoluzione demografica
Lingue e dialetti
Accanto alla mw7alingua italiana, nel territorio di Sturno è in uso una varietà del mw7qdialetto irpino.
Cultura
Cucina
Data l'abbondanza di castagne nei mesi autunnali, sono state elaborate diverse ricette che oramai fanno parte della cucina tradizionale. Tra le carni prevalgono quelle suine da cui si ricavano insaccati quasi le sopressate, i salami e i capocolli: con la carne di maiale si prepara uno dei prodotti tipici della cucina locale, la "minestra maritata", cui spesso si accompagna la "pizza jonna" a base di farina di granturco. Discreta è la produzione di formaggi, caciocavalli e ricotte, mentre di particolare pregio ed esportato anche all'estero è il torrone sturnese, prodotto artigianalmente da svariati decenni. Uno dei piatti tipici della cultura gastronomica sturnese è la pasta "co lo pulieo", un'erba selvatica (mw9qmw9gmentha pulegium) che cresce nei boschi che circondano il paese. Nella vasta mw9wpiana dell'Ufita prevalgono invece le colture cerealicole.
Tradizioni e folclore
• Il 16 gennaio un immenso falò (mw-wVampa re Sant'Antonio) viene acceso in onore di mwaqaSant'Antonio Abate.
• L'8 maggio e il 29 settembre la festa in onore di San Michele Arcangelo protettore di Sturno, al quale è dedicata l'abbazia nella parte superiore del paese. In occasione della celebrazione di settembre ha anche luogo la mwaqigara del solco.
• Il 31 maggio a conclusione del mese mariano vi è la processione della mwaqgMadonna del Carmelo nelle Rose con il tradizionale lancio dei petali.
• L'8 agosto festa patronale: mwaqoSan Domenico di Guzmán, il quale è compatrono insieme a mwaqsSan Francesco d'Assisi. Dai due santi prende il nome la chiesa parrocchiale del paese.cite-ref-12[12]
Geografia antropica
Il territorio comunale è costituito dal centro urbano e dalle zone rurali, in cui si trovano una decina di contrade (Aia del Gallo, Caprara, Costantini, Crocevie, Filette, Lenze della Corte, Pantanelle, Serrapreta, Sterparo e Torone) oltre a varie case sparse.
Economia
L'economia è di carattere prettamente agricolo. Tra i prodotti tipici più rinomati si annoverano le olive di mwarqravece, destinate all`estrazione di olio extravergine mwaruDOP "mwaryIrpinia - Colline dell'Ufita"cite-ref-13[13]. Altri prodotti importanti sono: tabacco, uva (per la produzione del vino), ortaggi.
Nel campo della produzione artigianale, dopo un periodo di stasi, riprende la produzione di manufatti in legno, ferro battuto, ceramica, vimini, pietra.
Nella parte più meridionale del comune è presente un grande mwar0parco eolico, condiviso con il comune di mwar4Frigento.
In fase di sviluppo è il settore industriale, in particolare il comparto produttivo (costruzione di zone industriali, produzione di macchinari per l'industria e miglioramento delle strutture).
In crescita è anche il settore turistico che registra un significativo incremento delle strutture ricettive.
Amministrazione
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative
Sport
Impianti sportivi
• Stadio comunale "Il Castagneto"
• Palazzetto dello sport (calcetto in erbetta, bocce, tennis e campo polivalente)
• Piscine comunali (interna ed esterna)cite-ref-16[16]
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaugmwaukmwauoBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwausdemo.istat.it, mwauwISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwavamwavemwaviClassificazione sismica (mwavmmwavqXLS), su mwavurischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwavkmwavomwavsTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwavwmwav0PDF), in mwav4citerefmwav8Leggemwawa mwawe26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwawiAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwawm 151. mwawqURL consultato il 25 aprile 2012 mwawu(archiviato dall'mwawyurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. ↑ mwawomwawsitalia.indettaglio.it, mwawwhttps://italia.indettaglio.it/ita/campania/sturno.htmlmwaw0 Titolo mancante per url mwaw4url (aiuto).
cite-note-55. ↑ mwaxqMichele Sisto, mwaxuDai Casali di Frigento al Comune di Sturno, Frigento, Tipolitoelle, 1996, p.mwaxy 87.
cite-note-66. ↑ ASN, Archivio privato Caracciolo di Torella, b.424, fasc.4
cite-note-77. ↑ Maria Pina Cancelliere, mwax4Lo Stato feudale dei Caracciolo di Torella, Il Terebinto Edizioni, Avellino, ISBN 978-8-89748-907-8, 2012 p.79.
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cite-note-99. ↑ mwaygMichele Sisto, mwaykSturno da scoprire. "Camera con vista" sulla Valle dell'Ufita, Vallesaccarda, Cautillo, 1998, p.mwayo 3.
cite-note-1010. ↑ mway8Francesco Saverio Grella, mwazaMonografia su Sturno, Napoli, Accademia Partenopea, 1979, p.mwaze 55.
cite-note-1111. ↑ Dati tratti da: mwazymwazcmwazgmwazkmwazoPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwazsmwazwPDF), su mwaz0ebiblio.istat.it, mwaz4ISTAT. mwaz8mwaaamwaaemwaaiPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwaamesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
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cite-note-1313. ↑ mwaawmwaa0mwaa4Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Irpinia – Colline dell’Ufita” (mwaa8mwabaPDF), su mwabeRegione Campania.
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Bibliografia
• Maria Pina Cancelliere, mwadaLo Stato feudale dei Caracciolo di Torella, Il Terebinto Edizioni, Avellino, ISBN 978-8-89748-907-8, 2012
• Michele Sisto, mwadmEvviva san Michele! Devozione all'arcangelo e tracciatura del solco a Sturno, Vozza, Caserta, ISBN 978-8-88884-807-5, 2006
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